crosmaglio livs eghènSunday 09 May 2010 - 23:01:18
Scimmie.
E se l'alba una mattina si stancasse? Se si arricciasse come un foglio secco e i colori che pervadono lo spirito si intirizzissero in cromatismi freddi, scricchiolando in grinze?... E il cielo si svelasse come un rozzo sipario di cartapecora, a nubi ferme e arie stantie, a sole raggelato in un giallistro impedito e annaspante di silenzio? E dietro il cielo, niente. E dietro di noi, che ci voltiamo a cercare conferma increduli negli occhi degli sconosciuti, che sentiamo caldi nel cuore e improvvisamente fratelli, ecco dietro di noi, ecco, nessuno! Nessun fratello, ma solo scimmie, scimmie dagli occhi umidi e buoni, dalle labbra protese e morbide, dallo sgraziato, inoffensivo, infantile smarrimento. Smarrimento, eppure, che è una pista sincera, donata loro per camminare verso la soluzione... benché preda di quello che al nostro cervello parrebbe caos, ecco loro invece, che ad ogni passo potrebbero scantonare verso l'imbecille alterità dell'alternativa errata, fanno semplicemente la cosa giusta, sorde al libero arbitrio. E noi triti tra l'impossibile che, per una qualche abbacinante ragione che non riusciamo ad afferrare con il macinare febbrile della logica, ma che catturiamo in qualche imprevedibile moto istintivo dell'animo, quasi annusandolo, ci si manifesta come ovvio. Senza che possiamo capire perché, e senza che sia importante, la verità di questa stralunata novità ci si squaderna vergine come nei sogni, e le scimmie camminano lasciandoci indietro, si abbassano appena per passare sotto gli angoli arricciati del foglio che è ciò che fu cielo. E infine ci abbandonano, senza cattiveria. Loro sanno perché, un perché che non è soltanto loro. Che è naturale e fluisce, aleggia, ma non è nostro. E noi non possiamo seguirle sotto i pertugi, perché sarebbe un sacrilegio.
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